intervista #VOTAGATTINO

Com’è nata l’idea di #VOTAGATTINO?

#VOTAGATTINO scende in campo in occasione delle elezioni del 2016 per la scelta del candidato a sindaco di Milano. È nata come una proposta politica alternativa divulgata nel quartiere attraverso un pieghevole elettorale distribuito tra il macellaio e il tabaccaio sotto casa.

Il tema era Milano e l’imminente progetto di urbanizzazione del quartiere NoLo. Poche copie sono state sufficienti a far scattare grandi polemiche e la caccia al codino.

Nel 2017  sempre gattino ha continuato attraverso Relax e Lombardia a diffondere la sua idea politica, schierandosi per il referendum e a marzo 2018 per le regionali.

Le elezioni nazionali 2018 gattino le ha vissute a casa, nella sua BAT provincia (Barletta Andria Trani).

La campagna è iniziata con lo scioglimento delle camere: durante le feste natalizie è comparsa sulla cattedrale di Trani una scritta DIRITTO CACARE TASSARE CANI.

Subito gattino ha colto la voce della campagna elettorale, ritrovando altre scritte fatte dalla stessa mano e rendendole proprie grazie all’hashtag #VOTAGATTINO.

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Pochi giorni prima delle elezioni un altro intervento di #VOTAGATTINO è apparso su una serie di manifesti elettorali lungo la via che collega Andria a Trani.

 

Quale campagna politica ti è piaciuta di più, perché e come è avvenuta la scelta dei manifesti?

Prima di quest’ultimo intervento nella BAT provincia durante la tornata elettorale, non avevo una vera e propria traccia; sì, forse qualche idea, ma è stato un lavoro estemporaneo. La scelta dei manifesti è stata casuale, passando più volte per questa via, ho accorpato gattini, banane e prosciutti agli slogan elettorali interpretandoli attraverso la mia visione.

Ho un debole per Salviny, mi ha stupito la forte presenza di cartellonistica elettorale a lui dedicata nella mia provincia, così ho deciso di realizzare su di lui il primo manifesto di questa tornata elettorale.

I colori, il lettering, i messaggi, lo stesso Salviny. Lo vedo scritto su tutti i muri e sorprendente che continui ancora ad utilizzare Salviny premier durante le sue dirette Facebook.

Di recente durante un viaggio in Egitto, ho esportato oltre i confini nazionali l’ideologia salvyniana perché soprattutto lì, in quella nuova frontiera del meridione italiano, c’è bisogno di più Italia.

Salviny per Gattiny rappresenta la mia sintesi della figura a capo del governissimo.

Le parole decise e visionarie di un leader nazional popolare, unite alla dolcezza e all’amore dei miei gattini, sono stati la prima metamorfosi di una serie di interventi su altre campagne. Il suo desiderio di cambiamento mi ha spinto a trasformare slogan di odio in amore e compromesso.

Da questa prima idea derivano i miei rebus elettorali. Gattino si è così impossessato dei cartelloni per le strade della città, trasformandoli in portatori del proprio messaggio politico : il Popolo del Prosciutto, Casa Italia, Potere al Pollo e Movimento Mayo.

 

Vorrei sottolineare il grande senso dell’umorismo della delegazione di Casa Italia Barletta. Li ho incontrati la sera prima dell’intervento ad Andria e ne ho approfittato per dargli anticipazioni sugli spinaci e per assicurarmi che non mi avrebbero picchiato per lesa maestà. Minimo è stato, invece, l’intervento sulla campagna di SilvioDudù. Precarie banane tridimensionali sfidano la gravità grazie all’utilizzo di un nastro adesivo fragile, mentre gattino già avanti si gira di spalle proiettato verso il futuro. Dudù, attento ai gattini.

 

Quali sono gli elementi semantici e semiologici che ti hanno convinto di più?

Il blu Savoia di Salviny e l’utilizzo della parola “popolo”.

 

L’idea più originale?

Quella che non c’era: Gentilissimi Gentiloni

 

Pensi che l’ultima campagna elettorale rappresenti un passo indietro rispetto alla modernità per l’uso che si è fatto dei manifesti? E in particolare pensi che Forza Italia abbia fatto un passo indietro graficamente?

Credo che l’affissione cartacea rimanga vera, presente e, quindi, la più vicina alla gente e alla vita della città, inoltre è per me e per chiunque altro voglia espletare un proprio bisogno comunicativo, un incredibile playground.

Dici un passo indietro? Io direi in linea. Di SilvioDudù sottolineo il fatto che non si esprime più attraverso la propria immagine ma conta sulla forza delle parole scritte in capslock. Piuttosto è mancato l’utilizzo della parola futuro, non ricordo di averla vista. Ci sono stati pochi volti in questa campagna elettorale, solo la bella bellissima più bella di Belen Meloni in tutte le strade d’Italia.

 

Quali sono i prossimi progetti di gattino? Ci sono nuove campagne al di là di quelle elettorali?

Ora che i cartelloni sono sbiaditi e scomparsi, sto iniziando ad utilizzare manifesti umani come promotori di dialogo. Il mio obiettivo è di mantenere vivo il dibattito politico e di sostenere l’ideologia dell’amore trasversale ai partiti di #VOTAGATTINO.

#VOTAGATTINO continuerà ad esistere, ritornerà per le prossime elezioni, cittadine, regionali, europee o estere. Finchè ci sarà politica miagolerà.

Mentre per quanto riguarda altri tipi di progetti, la collana di gattino è di per se un insieme di campagne nominali di lotta e disobbedienza civile. A partire da #alcuorenonsinolo, #freethecucumba, #tenetepulito, #milanotropicale, #luciblutraibambu.

Sto lavorando attualmente alla visualizzazione di due azioni di difesa nella BAT provincia: quella del pomodoro della Padura dal finocchio multinazionale, e quella della figa contro una gestione da preti del servizio sanitario.  Potete seguire un aggiornamento costante dei miei interventi sulla mappa google dedicata alla via gattea.

Hai immaginato mai un tuo elettorato e quale messaggio avresti voluto comunicargli con i tuoi manifesti?

Tu dici le loro facce? Sicuramente il mio elettorato è composto solo da persone bellissime. Forse la lezione elettorale che vorrei salvare è “meglio soli che nuvole”.

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